Curiositą e note stonate ed intonate dalle verdi colline dell'Umbria...
E’ tempo di test per il Benevento, che davanti alla squadra del re del cachemire Brunello Cucinelli non poteva non fare un’egregia figura. Al campo, questo pomeriggio, c’erano tante persone. Un misto di dialetti tra turisti, gente del posto, ma soprattutto beneventani, accorsi qui per vedere la squadra finalmente all’opera. Tra la gente c’era un volto noto saltato subito agli occhi dei più attenti osservatori.
Due giorni fa, quando lo intervistai, Giovanni Formiconi mi disse: “Non sono certo io il più famoso della famiglia…quello è sicuramente papà”. Ebbene sì, suo padre che tanto ha fatto per la nazionale azzurra di pallanuoto femminile. Un oro olimpico, due ori ed un argento mondiali, quattro ori ed un argento europei. Praticamente un mito, un monumento umano. Il figlio, Giovanni, ha classe ma deve ancora dimostrare tanto vista la giovane età. Fuori dal campo la cordialità, l’educazione e la generosità non si discutono. Si vede che è un ottimo ragazzo, dai grandi valori. Almeno questa è l’impressione che mi ha destato fin dalla prima volta. Ha detto che ora con il trasferimento a Benevento, finalmente, potrà stare stare un po’ più vicino a sua madre che era in pena da ben tre anni nel vederlo sempre giocare al nord. Il padre Pierluigi, invece, era totalmente dall’altra parte dello stivale, ad allenare il Catania in serie A. Formiconi senior e Formiconi junior, li incrocio all’uscita della struttura. Si era creata una situazione paradossale. Tanti riconoscevano il “meno famoso” ma pochi si accorgevano del “più famoso”. Un brivido sale lentamente, vorrei conoscerlo di persona, sarebbe emozionante. Ma tentenno. Poi alla fine mi butto… approfittando della presenza di Giovanni. Sono impacciato e teso. Mi avvicino. “Televisivamente mi è molto familiare…”. Non il massimo, ma tutto quello che mi veniva in mente. Del resto, come dice un altro monumento, ma stavolta della musica, “l’emozione non ha voce”.
F.c.